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La crisi e gli stipendi del calcio della serie A oggi

La crisi ed i relativi tagli effettuati dal Governo Monti hanno coinvolto tutti i settori della società e milioni di lavoratori, cambiando radicalmente le tendenze e i gusti di molti italiani. L’effetto crisi, però, ha coinvolto anche  lo sport più amato dagli italiani: il calci, ma in maniera minore. Gli ingaggi risultano ridimensionati rispetto al passato, molte squadre hanno imposto un tetto ingaggi, ultimo ad adeguarsi è stato il Milan; ma nel mondo del pallone gli stipendi anche se ridimensionati , comunque restano alti  . Una indagine condotta dalla Gazzetta dello sport ha stilato un quadro ben preciso del mondo del pallone e dei guadagni dei suoi attori principali.

Il Milan è la squadra che spende di più in quanto ingaggi, seguito dalla Juventus, l’ultimo in questa speciale classifica è il Pescara neopromosso in serie A.

Tra i giocatori il più pagato risulta essere Buffon, il portiere della Nazionale è in testa con 6 milioni di euro netti all’anno, ma non è da solo, a farli compagnia ci sono anche  De Rossi e Totti (Roma) e Snejider (Inter). Tra i rossoneri  troviamo un terzetto Mexes, Pato e Robinho che risultano i più pagati della squadra milanese con circa 4 milioni di euro netti a testa.  Il bomber Di Natale, dell’Udinese con 1,3  milioni guadagna meno di Mudingayi  dell’Inter spesso relegato in tribuna.

Tra gli allenatori il più caro è il mister bianconero Antonio Conte con 3 milioni di euro, seguito dal “napoletano” Mazzarri a quota 2,5, Allegri del Milan con 2,4, Zeman  Roma  1,4.

Tra i più giovani  allenatori il più pagato è  Stramaccioni dell’Inter con  1,1 milioni, seguito a poca distanza dall’allenatore della Fiorentina  Montella  con solo 1 milione di euro.  Mentre il più “povero” tra gli allenatori della serie A è Stroppa, che allena il Pescara, e prende “solamente”  300 mila euro all’anno, mentre il neo arrivato in Italia, Petkovic della Lazio quasi il doppio con poco più di 600 mila euro.

Un caso insolito e curioso è rappresentato dalla Nazionale di calcio Italiana, infatti il c.t. Cesare Prandelli nelle sue convocazioni, sia in occasione degli Europei di calcio che nelle recenti scelte fatte per le partite di qualificazione al Mondiale, ha portato una Nazionale azzurra “low cost” rispetto a quanto fatto dal suo predecessore Marcello Lippi. Se si confrontano gli stipendi dei  giocatori convocati da Prandelli in vista dei passati Europei e delle successive partite finora giocate per le qualificazioni ai Mondiali, con quelli dei convocati ai Mondiali in Sud Africa da Lippi,  la somma totale degli stipendi e la media per giocatore sono decisamente inferiori rispetto al 2010. Possiamo dire una Nazionale all’insegna del risparmio, o forse figlia dei tempi. Visto che l’adeguamento del monte ingaggi, cosa fino a poco tempo fa supportata solo dalle piccole squadre, ora coinvolge quasi tutte le squadre della serie A piccole e grandi. Ma è bene precisare che gli stipendi dei calciatori sono meno in crisi degli stipendi di tanti italiani.

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