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Gli spendaccioni del calcio nostrano

Che nel calcio ci fossere grandi interessi in gioco era risaputo da tempo. L’ingresso delle televisioni (le pay tv) e la vendita dei relativi diritti, ha dato vita ad una globalizzazione nel gioco più bello del mondo che ha portato anche all’ingresso nel mondo del pallone di grandi gruppi industriali non solo nostrani ma anche internazionali. In Italia l’unico proprietario di una squadra di calcio di serie A straniero james Pallotta presidente della ROMA , ma in Inghilterra, Spagna è quasi ormai la normalità che come patron delle squadre ci sono sceicchi arabi o magnati russi e cinesi.

Ma torniamo a casa nostra, Il calcio è soltanto un gioco non ha più motivo di esistere. Nel pallone gli investimenti sono ingenti. In Italia i grandi investitori del calcio si chiamano Berlusconi, Moratti, Garrone, Lotito, Agnelli, Zamperini e Della Valle. Una inchiesta della gazzetta dello Sport ha portato alla luce il tesoretto che in questi ultimi anni i su citati presidenti hanno sborsato. Un tesoro degno di una multinazionale:  ben 2,5 miliardi di euro.

Berlusconi da quando è presidente del Milan ha investito nella squadra ben 600 milioni di euro, non di meno l’altra squadra di Milano l’inter che con Moratti presidente ha superato di molto il miliardo di euro. Mentre in casa Agnelli possiamo ben dire che sono stati molto parsimoniosi con una spesa di circa 200 milioni di euro. A Torino  hanno badato al bilancio ma il discorso Juventus è differente visto che da tempo la Juventus ha voluto guardare oltre manica e sullo stile anglosassone è entrata in borsa, e dal 2011 gioca in uno stadio tutto suo. Ciò porta molta più liquidità nelle casse senza dover la proprietà intervenire di tasca propria se non a margine.

Il premio del più parsimonioso spetta a Claudio Lotito. Con lui la Lazio è diventata un modello di gestione. Dall’estate 2004 a oggi né Lotito, , né i piccoli risparmiatori di Borsa sono stati chiamati a sborsare neanche un centesimo di euro. Il risultato netto delle ultime 8 stagioni segna un attivo di ben +80 milioni.

Al Sud il Napoli dopo le sofferenze della serie C per il fallimento del Napoli calcio, con l’arrivo di Aurelio De Laurentiis il Napoli ha saputo risalire la china, ripagar ei debiti ed ora finalmente può camminare con le sue gambe ed essere competitivo anche a livello agonistico, viste le ultime annate e quella attuale. Dalla C alla Champions League ed una vittoria in coppa Italia nell’annata 2011/2012.

Infine chiudiamo con l’ AS Roma, squadra in debito con la gestione Sensi passata di recente al Presidente americano James Pallotta sorretto da una cordata di imprenditori compreso UniCredit, con un debito superiore a 54 mln di euro e nonostante tutto con la nuova gestione  raddoppiato e i ricavi scesi nettamente nonostante il taglio stipendi, l’acquisto di giocatori buoni ma non top player e l’inserimento in prima squadra di molti giovani provenienti dal vivaio. Ma all’orizzonte come nel caso juventino, è previsto il nuovo stadio di proprietà che dovrebbe fruttare in ingresso nuova liquidità. Ma fino ad allora al presidente Pallotta e soci  toccherà più volte ricapitalizzare.

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