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Diritti Tv, in serie A troppo squilibrio

La nuova stagione per le società di serie A è anche la prima del nuovo contratto triennale per i diritti televisiviche prevede parametri diversi nella distribuzione dei soldi che entreranno nelle casse della Lega, partendo dai 966 milioni di euro attuali per salire fino ai 1.006 milioni di euro della stagione 2014/2015.

Ora il sito specializzato ‘TifosoBilanciato’ ha fatto i conti intasca alle società provando ad ipotizzare in base ai vari criteri quello che potranno incassare già dalla prossima stagione. In pratica, tolto il contributo per le squadre retrocesse, la cifra netta da dividere è pari a 950 milioni di euro e verrà ripartita per il 40% in parti uguali, per il 30% sulla base del bacino d’utenza (25% sulla base dei sostenitori e 5% sulla base della popolazione residente nel Comune in cui gioca la squadra) e per l’ultimo 30% sulla base dei risultati ottenuti dalla squadra (5% sulla base dei risultati della stagione, 15% sulla base dei risultati del quinquennio precedente, 10% sulla base dei risultati storici dal 1946/47).

Criteri diversi, ad esempio, rispetto alla Premier League che in questo è maestra come dimostrano gli incassi complessivi delle sue squadre e che applica questa suddivisione: per i ricavi nazionali, che sono il 61% di quelli totali, il il 50% in parti uguali, il 25% a seconda del numero di volte che un club viene trasmesso live e il 25% a seconda della classifica con al quale abbia chiuso la stagione. Quindi sostanzialmente c’è una redistribuzione maggiore, anche per i piccoli club.

Andando nel concreto, in serie A oggi la Juve incasserebbe 104 milioni, Milan e Inter 88, Napoli 66, Roma 65, Lazio 53, Fiorentina 45, Udinese 41, Palermo 38 e a scendere Genoa e Cagliari 36, Torino 35, Parma 42 e a chiudere Pescara a 25.

Ma con una ripartizione uguale a quella inglese la Juve ne avrebbe 65, il Milan 61m Inter e Napoli 57 come l’Udinese, Lazio 56, Roma 55, Fiorentina 47, Palermo 41, Bologna 46, Torino 35, Oarma 47 e Pescara 36 con un deciso equilibrio tra big e squadre minori. Ecco perché per ora i grandi inventori mondiali, in primis gli sceicchi arabi, puntano sulla Premier e non sull’Italia dove acquistare un club medio-piccolo non paga.

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