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Serie A, le banche sempre più padrone

Il calcio italiano è sempre più nelle mani delle banche e forse non è un bel segnale. Lo dimostrano gli ultimi due accordi di sponsorizzazione in Serie A siglati di Inter e Milan che hanno deciso di legarsi a Deutsche Bank e Bpm e che potenzialmente per due società alle prese con bilanci da far quadrare al centesimo sembra aprire una nuova era.

Il Milan in particolare ha concluso il rapporto pluriennale che lo legava in esclusiva a Intesa Sanpaolo per sposare il Banco Popolare. Una partnership che con il calcio c’entrerà poco ma mira ovviamente a coinvolgere i tifosi rossoneri con prodotti creati ad hoc per loro, sia agli sportelli bancari che con le offerte online. Una serie di iniziative di comarketing sia a San Siro che fuori, destinate comunque a portare soldi fresche nelle casse della società.

La scorsa settimana, come vi abbiamo diffusamente illustrato, era toccato all’Inter che è alla ricerca di fondi importanti da investire sul mercato in attesa dello sbarco definitivo di Thohir a Milano, ma soprattutto aveva bisogno di dimostrare di essere società forte e ambita e in questo l’accordo con Deustche Bank è sembrato perfetto, anche per tranquillizzare i tifosi.

Ma è una china pericolosa, anche per società come le due milanesi che pure non sono quotate in banca. Perché la riprova di quanto possa essere negativo l’abbiamo avuta dai casi del Siena e della Roma. I bianconeri hanno vissuto stagioni anche al di sopra delle loro possibilità, avendo le spalle coperte da quello che sembrava un rapporto inaffondabile con MontePaschi. Ora però che la banca senese è in difficoltà, i primi rami secchi da tagliare sono le sponsorizzazioni e senza quei 7 milioni che sono andati a bilancio sino a questa stagione si annuncia durissima tanto che la società rischia seriamente di non iscriversi alla B.

Ma è emblematico anche il caso della Roma che formalmente ha in James Pallotta un nuovo padrone forte e potenzialmente solvibile, però resta nelle mani di Unicredit. Non deve stupire quindi che Aurelio De Laurentiis, volendo puntare sull’acquisto di Lamela e Marquinhos, si sia rivolto al vicepresidente di Unicredit(Paolo Fiorentino) presentandogli un’offerta e non direttamente alla dirigenza giallorossa. Perché sono le banche che comandano, ma non è un passo in avanti.

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