Mondiali: Portogallo, Cristiano Ronaldo su tutti, e poi?
giugno 1, 2010 scritto da Simone R
Articolo di MONDIALI SUD AFRICA 2010, NOTIZIE

Inserire il Portogallo nella lista delle possibili vincitrici della Coppa del Mondo è un esercizio pressoché immediato: anche a Sudafrica 2010 i lusitani partono con buoni favori del pronostico, alla luce soprattutto dei progressi mostrati negli ultimi anni (sorprendente il quarto posto di quattro anni fa in Germania), ma bisogna dire che forse manca qualche ingrediente essenziale per rendere la ricetta portoghese davvero gustosa. Si può considerare ancora questa nazionale una fucina di ottimi talenti, alla stregua di eroi del passato come Figo, Rui Costa e Vitor Baia? I paradossi del calcio sono sempre molto interessanti e stupisce sapere che quando i campioni appena citati calcavano il campo, la nazionale iberica non era in grado di competere ad alti livelli, mentre i loro ultimi anni sono coincisi con l’esplosione definitiva di un buon gruppo, fin troppo impostato nel possesso palla, con piedi raffinati a centrocampo e una scarsa vena realizzativa. Cerchiamo di conoscere meglio questo nuovo Portogallo che si appresta a vivere il Mondiale sudafricano senza troppi onori e luci della ribalta.
Nonostante gli ottimi nomi del passato, la Selecção das Quinas (così com’è conosciuta dai tifosi) non ha mai avuto un rapporto idilliaco con la Coppa del Mondo; finora le partecipazioni sono state soltanto sei ed addirittura ancora meno sono state le volte che la squadra è riuscita a superare il primo turno. Il miglior risultato di sempre è rappresentato dallo splendido terzo posto del 1966, quando Eusebio e compagni stupirono il pubblico inglese con un calcio spregiudicato e vincente. Dopo le difficoltà degli anni Novanta, il gruppo si è riuscito a compattare soprattutto a livello continentale, con buone prestazioni nei Campionati Europei, ma senza alcuna soddisfazione (tristemente famoso è il secondo posto del 2004, nell’Europeo giocato in casa e con una sconfitta da una non irresistibile Grecia). Quello che è stato seminato nel 2006 potrebbe fiorire fra pochi giorni.
La federazione ha deciso di puntare su Carlos Queiroz come ct, una vita da eterno secondo e qualche buon risultato nel Real Madrid: per lui è un po’ un riscatto dalle critiche espresse al suo calcio in Spagna, per il momento è il settimo allenatore più pagato del Mondiale con il suo milione e 350.000 euro, un ingaggio importante, ma a Lisbona non si è mai badato a spese per quel che concerne la gestione della nazionale. Il bel calcio di Scolari, con la tipica impronta brasiliana, sembra un lontano ricordo, più propriamente la nazionale attuale gioca un calcio più pratico e senza troppi fronzoli. Tutto viene affidato all’estro, alla fantasia e alla sfrontatezza del leader Cristiano Ronaldo, il cui solo nome evoca giocate strepitose, gol da cineteca e milioni di euro che confluiscono ogni anno nel suo portafoglio (attualmente si tratta del calciatore più ricco al mondo con i suoi 13 milioni a stagione, senza contare i premi e gli sponsor). I
l capitano lusitano è inarrivabile sia dal punto di vista tecnico che finanziario, Ricardo Carvalho e Deco possono beneficiare della munificenza di Abramovich al Chelsea, ma ormai giocano troppe poche partite. Le maggiori speranze verranno rivolte ai giovani, il promettente Raul Mereiles, ma anche il velocissimo Nani può garantire un buon bottino di gol. Il calcio messo in mostra nelle qualificazioni non è stato il massimo della vita: i troppi pareggi e sconfitte rischiavano di rendere concreta l’eliminazione, ma alla fine è giunto il secondo posto dietro la Danimarca e due noiosi ma essenziali 1-0 negli spareggi con la Bosnia, per il momento è bastato questo.
Pensare a un Portogallo con Ronaldo e uno senza ci fa immaginare due squadre diverse, Queiroz dovrà dare fiducia anche agli altri giocatori in rosa. In Sudafrica non si scherza, il girone è davvero di ferro: la Corea del Nord è la cenerentola, ma la Costa d’Avorio e soprattutto il Brasile saranno due ostacoli durissimi per gli ottavi. Sarà una Coppa del Mondo difficile, gli incontri sembrano proibitivi sin dall’inizio e il proseguo del torneo non promette nulla di buono, ma la compattezza portoghese potrebbe essere l’arma in più per sognare di nuovo come quattro anni fa.
















