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Quanto ha investito il Napoli di De Laurentiis da quando è in serie A?

In Italia, si sa, ci sono 60.418.711 allenatori e, inevitabilmente, il calcio genera opinioni. Opinioni sugli schemi di gioco che le squadre dovrebbero adottare, sul perchè giochi quel giocatore piuttosto che l’altro, se è più forte Messi o Cristiano Ronaldo, Barcellona o Real Madrid, odiare o amare Mourinho, Balotelli e Cassano in nazionale, Ibra o Van Basten, e ancora e ancora.

Nella realtà Napoli i pareri discordanti sono immancabili. Nel quarto club più seguito in Italia (secondo il rapporto del settembre 2010 della società Demos & Pi, riportato da Wikipedia, solo dietro a Juve, Milan e Inter), infatti, ce n’è uno in particolare: De Laurentiis si, De Laurentiis no. Preferiamo però non lanciarci in questo pericoloso vortice di commenti, ma ci limitiamo ad analizzare la gestione del presidente romano, soffermandoci, in questo nostro primo appuntamento, sui soldi spesi sul mercato da quando il Napoli è tornato in serie A.
Dopo il fallimento nel 2004, il club ripartì con la gestione De Laurentiis, ma senza spese folli. Una volta però raggiunta la massima serie la filosofia di investimento voltò pagina.

Nella prima stagione, 2007/2008, la dirigenza della società ebbe un’ indiscutibile capacità nel reperire sul mercato talenti che sono poi divenuti campioni del calibro di Marek Hamsik ed Ezequiel Lavezzi, ambiti dai maggiori club europei negli anni successivi (Liverpool e Real Madrid, Chelsea, Inter, Manchester Utd, solo per citarne alcuni), contribuendo anche al rilancio dell’immagine a livello internazionale del club.
Se si pensa che vennero pagati 5,5 milioni di euro per lo slovacco e 6 per l’argentino, la plusvalenza a oggi supererebbe i 50 mln.
Altri giocatori acquistati furono Walter Gargano per 3,2 mln dal Danubio, Marcelo Zalayeta 3 mln e Manuele Blasi 2,5 mln dalla Juventus, Fabiano Santacroce 5,5 mln e Daniele Mannini 6,5 mln dal Brescia, Michele Pazienza 4,8 mln dalla Fiorentina, Matteo Contini 3,2 mln dal Parma, Nicolas Navarro 4 mln dall’Argentinos Jrs.
Di questi sei sono ancora in rosa e il loro valore è senza dubbio aumentato in maniera esponenziale.
Il totale degli investimenti del mercato in entrata ha raggiunto quindi nel primo anno 44,2 milioni di euro, con risultati entusiasmanti, rilanciando il Napoli a livello europeo dopo 14 anni, raggiungendo la partecipazione alla Coppa Intertoto prima e preliminari di Coppa Uefa poi.

Nella seconda stagione, 2008/2009, investimenti minori, per qualità e quantità, portarono risultati minori. I 33,2 milioni spesi per gli acquisti fruttarono solo il 12° posto. L’arrivo di German Denis (7,1 mln) dall’Indipeniente, Jesus Datolo (5,7 mln) dal Boca Juniors, Christian Maggio (8 mln) dalla Sampdoria, Salvatore Aronica (3 mln) dalla Reggina, Leandro Rinaudo (5,5 mln) dal Palermo, Andrea Russotto dal Bellinzona, non diede i frutti sperati, se si pensa anche che più della metà di questi non sono rimasti in rosa.

La stagione 2009/2010 è stata senza dubbio la più dispendiosa della gestione De Laurentiis. 55 milioni di euro per tentare di fare il salto di qualità, portando a Napoli Fabio Quagliarella (18 mln) dall’Udinese, Luca Cigarini (11 mln) in comproprietà tra Parma e Atalanta, Juan Camilo Zuniga (8,5) dal Siena, Hugo Campagnaro (7 mln) dalla Sampdoria, Morgan De Sanctis (1,7 mln) dal Siviglia, Andrea Dossena (3,8 mln) dal Liverpool e Erwin Hoffer (5 mln) dal Rapid Vienna. Questa volta i risultati arrivarono, grazie anche all’insediamento del tecnico Walter Mazzarri, subentrato a Roberto Donadoni dopo la 7 giornata. I partenopei raggiunsero il 6° posto che valse l’Europa League, e che sta permettendo il raggiungimento di palcoscenici che questa piazza merita, su tutti la partita contro il Liverpool ad Anfield Road.

Nel campionato in corso il Napoli ha tentato di puntellare la rosa, senza fare enormi sforzi economici viste le nuove imposizioni Uefa che tratteremo tra poco.
L’arrivo dell’uruguaigio Edinson Cavani dal Palermo (prestito oneroso a 4,5mln € con diritto di riscatto a 12 mln €) è stato accolto senza troppo entusiasmo, in quanto la piazza si aspettava una punta di peso capace di 20 goal a stagione. Ma fino a questo momento l’attaccante sta facendo ricredere tutti gli scettici, con un inizio di stagione da urlo (20 goal, davanti a Di Natale, 18). Cristiano Lucarelli (prestito gratuito) dal Parma, Josè Sosa (3 mln) dal Bayern Monaco, Emilson Cribari (0,5 mln) dalla Lazio, Hassan Yebda (prestito con diritto di riscatto che non supera i 3 mln €) dal Benfica, e Nicolao Dumitru (prestito oneroso a 1,5 mln € con diritto di riscatto di 1/2 cartellino a 1,5 mln €) dall’Empoli vanno a completare la campagna acquisti estiva, che non arriva a 10 milioni di euro (naturalmente escludendo i potenziali riscatti, su tutti Cavani), ma che oggi vale un posto al vertice della serie A.

Le nuove regole di fair-play finanziario imposto dalla Uefa alle società europee prevedono l’impedimento di spese folli nelle sessioni di mercato, che spesso generano dei buchi nei bilanci a volte irreparabili.
Dalla stagione 2014-2015 infatti, verranno esclusi dalle competizioni europee tutti i club che avranno tirato fuori dalle loro tasche più di quanto hanno effettivamente guadagnato. L’obiettivo, spiegano i tecnici Uefa, è che dalla stagione 2012-2013 tutti i bilanci delle squadre siano in perfetto equilibrio. Niente più acquisti pazzi a otto cifre se prima non si ha la sicurezza del bilancio, quindi. Dalle spese vanno però sottratti i costi di gestione delle infrastrutture e le uscite per il calcio a livello locale.

Fra quattro anni, insomma, le squadre che avranno il bilancio in passivo non avranno dall’Uefa l’autorizzazione a partecipare alle coppe europee. Con alcune eccezioni. E’ possibile avere un disavanzo complessivo di 5 milioni di euro in tre anni. In pratica se un club perde 6 milioni, l’anno successivo deve recupererne almeno uno ed azzerare il disavanzo allo scadere del terzo anno. Un disavanzo maggiore (fino a 45 milioni di euro) è possibile, invece, solo nel caso in cui il buco venga sanato con la ricapitalizzazione della società. Questo fino al 2014, mentre dal 2015 la soglia di questo ‘deficit autorizzato’ scenderà a 30 milioni.

Ma torniamo ad analizzare l’ultimo mercato del Napoli. Nelle ultime quattro stagioni il presidente De Laurentis ha speso la bellezza di 135,5 milioni di euro. Un risultato ottimo se si pensa che solo 6 anni fa la società fu completamente ricostituita.
Nel nostro prossimo appuntamento analizzeremo gli introiti della società e come vengono impegnati.

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