Londra 2012: critiche e problemi ancor prima dell’inizio
dicembre 7, 2011 scritto da Andrea F
Articolo di CONTI SOCIETA', NOTIZIE
Le Olimpiadi di Londra 2012 sono già state ribattezzate dalla stampa britannica come le Olimpiadi più costose della storia recente. Questo perchè il governo conservatore di David Cameron ha stabilito di raddoppiare non solo le spese per le cerimonie di apertura e chiusura, lievitando da 40 milioni di sterline a 81, ma anche gli investimenti in chiave di sicurezza, che passano da 271 sterline a 553.
C’è grande malumore nei confronti del governo, poichè i soldi verranno prelevati dal fondo pubblico di spesa previsto per le Olimpiadi. Le critiche, giustamente, non sono mancate considerando fin troppo eccessivi 40 milioni di sterline per dei “fuochi d’arificio” e dei “cariatidi della musica”. L’ammontare totale del fondo spesa per le olimpiadi è stabilito in 9,3 miliardi di sterline, suddivise per il 70% a carico del governo, 10% a carico della città e 20% proveniente dai proventi delle lotterie statali.
Ma con l’aumento delle spese si corre il rischio di non rientrare più nel budget, anche se il ministro Robertson sostiene di aver ancora a disposizione ben 550 milioni per le spese straordinarie. La cosa che più preoccupa è il costo inerente le spese di sicurezza con una stima palesemente a ribasso fin dall’inizio. I 271 milioni di sterline avrebbero potuto coprire misure standard con 10 mila uomini tra poliziotti e guardie. Pare che però gli Stati Uniti, premurosi di offrire una giusta sicurezza al 100%, fossero intenzionati ad integrare la pochezza delle autorità londinesi con altri 1000 uomini. Ciò ha quindi indotto il governo a rincarere la dose e a portare a 24 mila gli addetti alla sicurezza sul territorio di Londra.
Si è deciso di risparmiare, facendo tagli ai 7 milioni di sterline necessari per costruire il lenzuolo ecosostenibile su cui sarebbero dovute essere esposte le opere di giovani artisti. Sarà a Dow Chemicals, multinazionale a stelle e strisce ad occuparsi della sua costruzione coprendo l’intero impianto con il proprio marchio. La cosa che però preoccupa più di tutto è il fatto che la stessa Dow Chemicals è un’azionista della Union Carbide, la multinazionale protagonista nell’84 del disastro di Bophal. Nella cittadina indiana ventisette anni fa una fuoriuscita di tonnellate di materiale velenoso costò non solo la morte di ventimila persone ma anche l’incontaminazione di centinaia di migliaia di cittadini.
Nelle stesse zone, ancora oggi si possono apprezzare i risultati negativi di tale disastro, evidenziato da un tasso di mortalità pari a più del doppio della media della nazione. Ore c’è il rischio di un sabotaggio da parte dell’India a poco più di duecento giorni dalle Olimpiadi. Comunque resta il fatto che affidare il compito di circondare lo stadio ad un’azienda responsabile di quel disastro, non sembra essere in linea con l’ideale dei “Giochi Sostenibili”.

















