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Calcio su Mediaset colpaccio, al Biscione Coppa Italia e Supercoppa per 3 anni
Calcio su Mediaset colpaccio, al Biscione Coppa Italia e Supercoppa per 3 anni

Nel calcio serve davvero la preparazione atletica?

Da sempre, soprattutto in Italia, siamo abituati a considerare la preparazione atletica come una componente sacra per il buon rendimento della rosa di una squadra di calcio durante l’arco dell’anno.

L’abitudine è quella di vedere alla fine di luglio le squadre che si riuniscono, spesso in luoghi di montagna, a preparare per almeno due settimane la nuova stagione. Tendenzialmente, in questi ritiri, i calciatori il pallone lo vedono molto poco e si concentrano su lavori atletici come la corsa continua, gli scatti e la resistenza.

Ma siamo sicuri che un allenamento del genere sia funzionale per far rendere al meglio la qualità dei calciatori?

Il paradosso alla base del ragionamento sta nel fatto che i calciatori si allenano cimentandosi in attività che richiedono un solo ritmo. I giri di campo richiedono un ritmo costante durante tutto il tempo in cui ci si dedica; gli sprint dei 400m o 800m richiedono un solo ritmo dalla partenza all’arrivo. 

Durante una partita di calcio, è invece stato stimato che un giocatore è costretto a cambiare ritmo una media di 1000 volte partita. Immaginate tutte le volte che il calciatore si ferma, scatta, corre in modo leggero, cammina ecc…sono continui cambi di andatura, eppure ci si continua ad allenare con intense sedute monoritmiche.

Qual è l’allenamento più indicato per il calcio?

Può risultare banale, ma il miglior modo per allenare un calciatore è quello di farlo giocare a calcio. Gli allenamenti con il pallone sono molto più produttivi di quelli senza. Ovviamente, la parte fisica e atletica è fondamentale, ma se ci si ritrova a commettere errori grossolani quando si ha la palla, oppure non c’è un’idea di gioco, allora tutto si rende molto più complicato.

I top club stranieri non fanno la preparazione atletica

Può sembrare assurdo, ma le migliori squadre d’Europa hanno abbandonato l’idea che prevede una preparazione atletica durissima basata su prove fisiche totalmente incoerenti con il lavoro svolto in campo. Qualche squadra inglese e tedesca, ma soprattutto le spagnole d’élite, hanno abbandonato da tempo l’idea di una preparazione atletica e preferiscono delle tournée all’estero dove si scontrano con altre squadre. 

I risultati di queste scelte sono abbastanza evidenti: infatti, quasi tutte le ultime edizioni della Champions League, la coppa più ambita d’Europa, sono state vinte da squadre tedesche, inglesi e soprattutto spagnole. Non può trattarsi di una casualità e infatti portali come 22bet.co.com mantengono sempre le quote molto basse nei confronti di squadre come Real Madrid, Barcellona, Chelsea, Bayern Monaco, Liverpool e Atletico Madrid.

Tutte le squadre vincitrici, lavorano insistentemente sul piano tecnico, tralasciando al minimo indispensabile quello atletico e cercando di svilupparlo sul campo e giocando a calcio.

L’allenamento in sala pesi

Nel mondo del calcio, ma in particolar modo in Italia, siamo abituati a considerare l’allenamento in sala pesi come qualcosa da evitare a tutti i costi. Ci sono parecchie voci false che circolano intorno al mondo della pesistica come, ad esempio, che l’aumento della massa muscolare rallenta i calciatori e che l’allenamento con i pesi aumenti il rischio di infortuni.

Queste convinzioni non solo sono false, ma rispecchiano l’esatto contrario della verità. Una buona massa muscolare è la miglior forma di prevenzione dagli infortuni e l’aumento delle fibre all’interno dei muscoli migliora l’esplosività dei calciatori e di conseguenza la potenza di scatto sia nei primi metri che in spazi come quelli del mondo del calcio, che risultano decisivi.

Nuove accortezze per l’allenamento calcistico

L’evoluzione del mondo scientifico sta aiutando tantissimo preparatori e allenatori. Infatti, è stato dimostrato da moltissimi studi che fattori come quello psicologico o quello posturale possono influenzare tantissimo le prestazioni dei calciatori.

Tantissime squadre ma anche tantissimi giocatori stanno assumendo psicologi, mental coach e perfino istruttori di meditazione e visualizzazione per eliminare lo stress e mantenere il focus sugli obiettivi individuali e collettivi.

L’Italia deve fare un passo in avanti. Non vuol dire che determinate convinzioni siano giuste solo perché sono state ampiamente usate per anni.

La tecnologia e la scienza stanno fornendo preziosi strumenti che possono aiutare a performare al meglio in qualsiasi ambito. La speranza è che questi strumenti vengano utilizzati al più presto anche in Italia per poter tornare competitivi anche in Europa.

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