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Milan, così la Champions resta un miraggio

Estremamente vicina ma dannatamente lontana. La Champions per il Milan è un ossimoro. La classifica parla chiaro, ma le prestazioni la smentiscono. Gattuso trema, la squadra delude e la società mette tutto in discussione. L’ambizione di ritornare ai fasti di un tempo, dove l’Europa era il terreno di caccia preferito, passa da una crescita costante in ogni stagione. L’Europa League conquistata nello scorso campionato era solo l’inizio. Quest’anno serve l’ennesimo e forse più importante salto di qualità: raggiungere il quarto posto. L’Inter insegna: senza quel piazzamento ora si farebbero discorsi diversi sull’altra sponda del naviglio. Rimanendo a Milanello, i problemi sono molti e le preoccupazioni vanno di pari passo.

Terminato il 2018 e giunti alla pausa post feste natalizie, il tempo si ferma e lascia spazio a diverse riflessioni su quanto fatto finora. La scorsa Serie A ha visto i rossoneri nuovamente in lotta per l’Europa, se pur la seconda competizione. Un torneo conquistato sul campo e perso negli uffici. Elliot è stato il salvagente per non evitare il crollo di un castello che sembrava fatto di sabbia. L’alba della nuova stagione aveva spolverato un Milan clamorosamente bisognoso di rinnovamenti e di obiettivi supportati da un club concreto. Mercato intelligente e quarto posto fisso in testa. Tutto sembrava poter far pensare ad un campionato di ottimo livello. L’acquisto di Higuain rappresentava la svolta, un campione capace di fare la differenza sotto porta segnando gol pesanti in grado di manovrare gli equilibri della classifica. Aspettative finora disattese. Apparentemente, guardando solo la griglia della Serie A, i rossoneri sono in corsa per la Champions. Al giro di boa, il 5° posto è di Gattuso con 31 punti, ad una sola lunghezza dalla Lazio. 8 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte. Il cammino non sembra poi così catastrofico. E allora perché nell’ambiente si respira un’aria pesante? Perché, durante le partite, si ha la sensazione che da un momento all’altro le redini dell’incontro possano definitivamente sfuggire dalle mani di Romagnoli e compagni? Tutto è da ricondurre alla mente dei calciatori. La testa muove le gambe e scandisce quanto fatto durante i 90 minuti. Al Milan serve un cambio di mentalità. La rosa non è certamente da primato, ma fortificando la sfaccettatura psicologica della squadra le cose possono cambiare, il cammino può essere più fluido e con meno frenate brusche ed indesiderate. Gattuso deve lavorare sulla testa dei suoi atleti per convincerli di poter battere chiunque. L’Inter della passata stagione insegna di nuovo, ma, a differenza di Spalletti, il mister calabrese ha l’opportunità di sfruttare un trofeo in grado di cambiare e segnare drasticamente le sorti della stagione. La supercoppa contro la Juventus, qualora arrivasse un clamoroso successo, andrebbe a rinvigorire l’intero ambiente. Altro fondamentale snodo è il mercato. Le altre big non avranno la necessità di corroborare le proprie rose mettendo a segno grandi colpi, mentre il Milan sì. I rossoneri, visto la lunga lista di infortunati e le capacità tecniche non eccelse dei presenti, hanno bisogno di un altro centrocampista. Paquetà evidentemente non può bastare per la Champions.

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