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Sponsor, è fuga dal basket italiano

Sembra una fuga generale, con piccole importanti eccezioni. Perché il basket italiano vive una profonda crisi di risultati ma soprattutto di sponsor che anno dopo anno stanno abbandonando anche i club di primo piano e poco importa dai risultati. Se infatti il pubblico negli impianti regala ancora numeri notevoli, quello della tv rivela numeri imbarazzanti, tanto che in stagione La7 ha spostato le partite su La7D e anche Raisport non ha ottenuto i risultati sperati.

Per questo la Lega sta pensando di spostare tutto su Sportitalia, quest’anno la tv di tutta l’Euroleague maschile. Ma intanto la fuga degli sponsor non si ferma. A Cantù ad esempio nonostante una stagione eccellente sia in campionato che soprattutto in coppa, la Bennet ha appena inviato una lettera alla proprietà per comunicare la cessazione del rapporto, evidentemente per la voglia di investire in altro. E non va meglio la situazione a Pesaro, con una squadra che è stata semifinalista un po’ a sorpresa in campionato ma per la quale patron Scovolini da solo non è più in grado di sopportare le spese.

E per molte altre sta prendendo corpo l’idea delle sottoscrizioni popolari. Come a Treviso, visto il disimpegno annunciato da tempo dalla famiglia Benetton, o come ancora a Cremona o persino alla Virtus Bologna, con il presidente Sabatini che ha promosso una Fondazione con almeno una quindicina di soci in grado di versare dai 25mila sino ai 100mila euro per far continuare a vivere il sodalizio.

Molto peggio stanno dalle parti di Teramo, con il commissariamento del principale sponsor, la Banca Tercas, da parte di Bankitalia per irregolarità normative: entro oggi servono almeno due milioni di euro per l’iscrizione ma è facile non arrivino e quindi la squadra sparisca. Stesso rischio che ha  corso la formazione campione d’Italia del Cras Taranto, per ora iscritta su sudice al campionato di A1, in attesa di formalizzare l’impegno economico.

A questo va aggiunta la crisi economica che ha colpito sponsor istituzionali come MontePaschi che deve chiudere ben 400 filiali in tutta Italia e quindi probabilmente non potrà più garantire lo stesso impegno economico anche per la corazzata Siena, tanto che coach Pianigiani ha preferito andare a cominciare un nuovo progetto in Turchia. Fanno quasi eccezione Sassari, che oltre al BancoSardegna può contare sull’accordo appena sottoscritto con Reale Mutua, e Milano che per ora può contare su Giorgio Armani.

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