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Nba, pioggia di dollari con i diritti tv

E’ un accordo che fa impallidire tutti i campionati di calcio, figuriamoci la nostra serie A. Perchè la Nba si sa vendere benissimo anche quando si parla di diritti tv come dimostra l’accordo appena sottoscritto con con Turner Broadcasting System (il canale Tnt) e The Walt Disney Company (proprietaria di Espn/Abc) e che porterà nelle casse 24 miliardi di dollari (circa 20 miliardi di euro) nei prossimi nove anni.

In pratica è il triplo di quanto i due colossi televisivi hanno versato sino ad oggi, visto che pagavano 930 milioni di dollari all’anno e con il nuovo contratto invece saliranno a circa 2,7 miliardi di dollari a stagione. Un contratto che partirà dalla stagione 2015/2016 e andrà avanti almeno sino al 2024/2025 garantendo stabilità alle franchigie e ai loro proprietari così come ai giocatori. Solo per fare un paragone con la nostra realtà, per i prossimi tre anni le 20 società di serie A nel nostra calcio divideranno una torta di diritti tv pari a 2,8 miliardi di euro, ossia un terzo di quello che è destinato alla Nba. E anche la Premier League, che pure è la più ricca in Europa, prenderà comunque oltre 1 miliardo in meno al basket americano.

L’accordo sui diritti tv per la Nba prevede dalla stagione 2015 che le emittenti possano trasmettere più partite a livello nazionale, ossia almeno 100 per Abc/Espn e 64 per Tnt. Inoltre Abc continuerà a trasmettere in esclusiva le Finals e insieme a Espn proporrà fino a 44 partite dei playoff, comprese le finali di Conference. Inoltre Espn avrà l’esclusiva sul draft, ossia la scelta dei giocatori che arrivano nel campionato dai College o da altri continenti per la prima volta. Invece Tnt avrà in esclusiva 45 partite nei primi due turni della postseason e le semifinali di Conference. E per ogni stagione potrà trasmettere una finale di Conference.

L’accordo inciderà anche sul ‘Salary Cap’, ossia il tetto salariale imposto ad ogni società e che viene calcolato in base agli incassi dell’intera Nba. Grazie alle nuove entrate quindi passerà da 60 milioni (com’è adesso) ad una cifra superiore ai 70 milioni. Ecco perché le superstar della Nba, a cominciare da LeBron James appena tornato a Cleveland, potranno andare a ridiscutere contratti anche più alti.

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