Come funzionano gli stipendi Nba? Ecco la risposta

giugno 26, 2010 scritto da  
Articolo di BASKET, CONTI SOCIETA', NOTIZIE

Per capire il sistema dei bilanci e degli stipendi del mondo del basket americano è necessario comprendere alcuni concetti basilari.

Nell’Nba non ci si comporta come nella nostra serie A di calcio, dove le grandi sono tali e tali resteranno (a meno di clamorosi scivoloni): infatti esiste il draft, dove le franchigie possono scegliere i migliori prodotti dei college o dell’Europa, in ordine inverso rispetto a quello con cui si è chiusa la regular season. In sostanza i più deboli possono scegliere i migliori giovani per riscattarsi in futuro.

Un altro elemento fondamentale da comprendere è il concetto di salary cap. Ogni team Nba ha un tetto massimo per gli stipendi dei suoi giocatori: ogni dollaro per cui il team eccede la soglia fissata dovrà essere pagato due volte, la prima ovviamente al giocatore, la seconda volta alla lega, che provvederà a ridistribuirlo tra le varie società che non hanno sfondato il limite. E’ la luxury tax (letteralmente tassa sul lusso, proprio come nei monopoli), voluta dall’attuale commissioner David Stern che ha rivoluzionato la lega sotto il suo comando negli ultimi vent’anni.

A questa regola fondamentale esistono tutta una lunga serie di eccezioni, alcune giuste e altre discutibili, o ancora fatte su misura per alcuni giocatori, come la ”Larry Bird’s exception” (l’eccezione di Larry Bird) che permette ai veterani in scadenza di contratto di firmare per il massimo salariale senza che ciò incida sulla luxury tax. E’ facile intuire che è stato il primo a beneficiarne.

Ma, andando oltre le regole della finanza, quanto guadagnano gli assi dell’Nba? In quanti eccedono con gli stipendi? Per tutte queste domande dovete ancora aspettare fino a domani, poi i vostri dubbi saranno fugati.

fonte immagine nba.com

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